
Cronache Giapponesi
Testo e foto di Ettore Gardini
Il nostro gruppo di suisekisti Italiani, composto da Ettore, Claudio, Daniela, Silvia e Vittorio, in viaggio in Giappone per assistere al 62° Exibition of Japanese Suiseki Masterpiece organizzata presso il Tokio Metropolitan Art Museum dalla Nippon Suiseki Association, sta per vivere una giornata storica riuscendo a essere ricevuti da Sensei Seiji Morimae.

Morimae Sensei è un profondo studioso e sottile conoscitore dell’arte suiseki, e della presentazione in tokonoma; inoltre è il deux ex machina della più grande azienda giapponese di vendita di suiseki e bonsai del Giappone. Per rilanciare queste arti nel mondo ha creato WABI Channel, un canale YouTube in cui ogni sabato a cadenza settimanale sono aggiunti contenuti alternando il bonsai e il suiseki e la presentazione in tokonoma; l’intento dei post condivisi tramite WABI Channel è quello di diffondere il suiseki e di rispondere alle moltissime domande che gli appassionati Giapponesi e occidentali che gli fanno giornalmente.
L’incontro con Morimae Sensei è stato ottenuto tramite conoscenze in Giappone, che hanno permesso di organizzare la visita nonostante l’impegno del maestro sia per la concomitanza della 99Th Kokufu Bonsai Exibition e della 62° Exibition of Japanese Suiseki Masterpiece al Tokio Metropolitan Art Museum.

La visita è cominciata cordialmente con la consegna del nostro catalogo AIAS 2024 a nome del Presidente Luciana Queirolo, del consiglio e dei suoi soci. Appena ricevuto il catalogo, Morimae Sensei lo ha sfogliato pagina per pagina fino alla fine, ringraziando e apprezzando l’opera dell’AIAS per il lavoro svolto per la diffusione del suiseki.
L’incontro è proseguito con il maestro che ha cominciato a parlare della storia del Suiseki in Giappone, raccontando e descrivendo di due modi di vivere questa arte. Il primo modo nasce sessanta o settanta anni fa ed ha avuto un’ondata di interesse molto alta; tante persone, infatti, si sono riversate nei fiumi a raccogliere pietre provando piacere e godendone della loro vista. Sono inoltre state organizzate mostre locali per potere ammirare le pietre raccolte insieme a conoscenti e amici. In quel periodo, i club e le associazioni si sono diffuse in modo capillare raggiungendo la cifra di 450 associazioni, numero ora sceso in maniera drastica a 150 club.

Il suiseki in Giappone è nato nel periodo Murumachi 1336/1573, in quel periodo vi fu l’avvento del Bhuddismo. I monaci che entravano in Giappone trasportarono le prime pietre come dono, da qui nasce attraverso lo zen, il secondo e più importante modo di fare suiseki, usare le pietre per contemplarle e ottenere attraverso questo viatico maggiore consapevolezza spirituale. Un ulteriore momento importante per lo sviluppo di questo secondo metodo è la cerimonia del tè.Il cerimoniale prevede anche il possibile uso di un suiseki di dimensioni non eccessive e di forma serena e tranquilla, in modo che la sua visione non prenda il sopravvento sull’armonia degli altri elementi e del cerimoniale stesso. Possiamo dire che questo modo di apprezzare il suiseki è molto spirituale e coinvolge molti suisekisti in Giappone.
Alla domanda cosa ne pensasse del movimento italiano, il maestro ha risposto citando il rinascimento italiano e tutto il movimento artistico da Michelangelo a Leonardo e altri. In particolare, ha disquisito sulla trasformazione del marmo in sculture e sulla grandezza e meraviglia delle opere di quel periodo, sottolineando il fatto di come le stesse opere abbiano creato un substrato di storia, cultura e meraviglia in noi Italiani.
Secondo Morimae Sensei tutto ciò ha creato dentro di noi una sensibilità che ci permette di comprendere la bellezza del suiseki nella sua piena meraviglia e ci avvicina al modo di apprezzare che hanno i giapponesi nei confronti delle pietre e delle loro esposizioni.
Il maestro ha anche sottolineato che il suiseki Italiano è cresciuto moltissimo in pochi decenni comprendendo molto bene la complessità, la diversità delle forme e della qualità dei materiali messi in mostra. Per poter apprezzare il suiseki in maniera profonda e il suo metodo di esposizione in maniera da ottenere la massima godibilità, è necessario avere una storia artistica importante, ribadendo quanto sopra.
Morimae Sensei ha detto “gli italiani possono comprendere com’è il sentimento dei Giapponesi per l’ammirazione e la contemplazione delle pietre.” Ha inoltre citato Stradivari e la musica italiana come ulteriore fonte di apprendimento, per poter apprezzare l’arte del suiseki; infatti, l’ascolto della musica crea come l’arte visiva una sorta di allenamento e per noi diventa di facile comprensione tutto ciò che c’è di bello in un’altra arte.
KOKAN cita Morimae Sensei, è una parola antica giapponese che vuol dire sentimento e questo è ciò che accumuna il popolo italiano e Giapponese nella capacità di capire e comprendere la bellezza del suiseki nella sua essenza.
AIAS Staff (Francesco Lo Piccolo) riproduzione riservata
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